Fondata nel 2010 all’interno della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli, la Cooperativa Lazzarelle è un’impresa sociale tutta al femminile che trasforma il rito del caffè in uno strumento potente di riscatto e dignità. In un contesto complesso come quello del Mezzogiorno, dove la marginalità economica spesso precede la detenzione, questa realtà sceglie di non chiedere compassione, ma di offrire idee e opportunità concrete. Qui, il cambiamento non è solo un auspicio, ma un processo attivo: oltre 70 donne hanno già intrapreso un percorso di evoluzione, scoprendo per la prima volta i propri diritti e trasformando competenze familiari in una professionalità solida e riconosciuta.
Il cuore del progetto è il Caffè delle Lazzarelle, una miscela d’eccellenza che nasce dall’unione di due realtà resilienti: le donne detenute e i piccoli produttori del Sud del mondo. Grazie alla collaborazione con la Cooperativa Shadhilly, Lazzarelle seleziona grani arabica di alta qualità, lavorandoli secondo l’antica scuola artigiana napoletana. Il processo è guidato da una sostenibilità autentica: nessuna aggiunta di additivi, rispetto dei tempi naturali di tostatura e un packaging innovativo totalmente privo di alluminio, pensato per essere riciclato interamente nella plastica.
L’impatto della Cooperativa va ben oltre le mura del carcere. Sostenendosi esclusivamente tramite la propria produzione — che oggi raggiunge le 50.000 confezioni l’anno tra caffè, tè e tisane — Lazzarelle dimostra che l’economia carceraria può essere un business virtuoso e indipendente. Vincitrice nel 2019 del primo premio come impresa per l’economia civile, la cooperativa agisce come un moltiplicatore sociale: più il mercato riconosce il valore di questi prodotti, più donne possono essere coinvolte, abbattendo lo stigma della detenzione e costruendo un ponte reale verso la libertà.
In ogni sorso di Caffè Lazzarelle c’è il sapore della tradizione napoletana e la forza di chi ha deciso di riprendere in mano la propria storia.