Working Class Beer: la birra artigianale che sostiene gli operai ex GKN

Come una birra è diventata uno strumento concreto di mutuo soccorso e resistenza operaia. E come puoi berla facendo la tua parte.

Si può unire la passione per la birra artigianale di qualità con la lotta per i diritti dei lavoratori? La risposta è sì, e ha un nome preciso: Working Class Beer.

Non è una semplice bevanda. È, letteralmente, “una birra di classe… operaia”: nata per sostenere le casse di resistenza e le vertenze sociali in Italia. Ogni lattina finanzia in modo diretto e trasparente la lotta dei lavoratori. E il caso più noto è quello del presidio ex GKN.

Ecco chi c’è dietro, come funziona il meccanismo di sostegno e come puoi acquistarla su Gioosto.

Cos’è Working Class Beer e chi la produce

Working Class Beer non nasce da una logica commerciale tradizionale, ma dall’economia trasformativa e dal basso. È un’iniziativa di co-produzione mutualistica che unisce quattro realtà: il Collettivo di Fabbrica ex GKN, la Società Operaia di Mutuo Soccorso (SOMS) Insorgiamo, la rete nazionale A.I.M. FuoriMercato (con il supporto di ARCI) e la competenza produttiva di Alma, birrificio artigianale di Monza.

Il risultato è una birra artigianale di qualità che porta con sé un progetto politico e sociale: mettere il consumo al servizio della solidarietà tra lavoratori.

Come funziona il sostegno: 0,50€ a lattina alla cassa di resistenza

Nel mercato globale siamo abituati a consumare senza conoscere la storia dietro i prodotti. Working Class Beer ribalta completamente questa logica.

Dal 2021 la rete FuoriMercato Milano, affiliata ARCI, ha scelto di schierarsi al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori ex-GKN, diventando una delle “realtà sorelle” a sostegno della loro storica vertenza. Nel 2024 il legame si è consolidato con l’avvio della co-produzione e della distribuzione della birra.

L’aspetto centrale è la trasparenza della filiera: per ogni lattina venduta, FuoriMercato destina 0,50 centesimi alla Cassa di Mutuo Soccorso della SOMS Insorgiamo. Oggi queste risorse sostengono la lotta del presidio ex GKN; l’obiettivo a lungo termine è continuare a supportare le casse di resistenza di future vertenze operaie e sociali, ovunque servano.

FuoriMercato: la rete di logistica solidale dietro alla birra

Working Class Beer è la punta di diamante di un ecosistema molto più ampio. Dal 2013 la rete nazionale FuoriMercato agisce sul territorio per riattivare terre abbandonate, recuperare fabbriche dismesse e promuovere cucine popolari, ridefinendo lo sviluppo a partire dai bisogni reali delle comunità.

Attraverso un modello agro-ecologico che contrasta ogni forma di sfruttamento lungo la filiera, FuoriMercato ha costruito un sistema di logistica solidale che distribuisce prodotti alimentari d’eccellenza dalla Lombardia, in particolare dal Parco Agricolo Sud Milano, e da numerose realtà virtuose in tutta Italia. La rete collabora inoltre con realtà no-profit come ACRA e ResQ per campagne di fundraising e fornisce strenne etiche alle aziende che vogliono fare una scelta di valore.

Oltre la distinzione tra produttore e consumatore

Il Manifesto di FuoriMercato propone un cambio di paradigma: non più semplici “clienti”, ma “utilizzatori finali” inseriti in un flusso di mutuo aiuto. L’obiettivo è creare comunità coese e solidali, dove la barriera tra chi produce e chi consuma viene superata in nome della giustizia sociale.

Progettare lo sviluppo dal basso significa rimettere al centro le persone che vivono la terra, la preservano e la lavorano. In questo senso, ogni sorso di Working Class Beer è un piccolo atto di resistenza e consapevolezza.

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