A Cerignola, nel cuore dell’entroterra pugliese, la Cooperativa Sociale Altereco trasforma dal 2008 i frutti di un territorio generoso ma difficile in simboli concreti di riscatto e legalità. Gestendo beni confiscati alla criminalità organizzata come Terra Aut e Michele Cianci, la cooperativa ha convertito luoghi un tempo segnati dal potere mafioso in avamposti di economia sana, lavoro regolare e giustizia sociale.
Su queste terre liberate non si coltivano solo olive, uva da tavola, ciliegie e ortaggi, ma si seminano sogni e prospettive di vita dignitosa per circa venti persone ogni anno, accogliendo migranti sottratti al caporalato, ex detenuti e persone provenienti da percorsi di tossicodipendenza o fragilità.
L’agricoltura viene vissuta prima come un’esperienza relazionale e poi produttiva, dove il lavoro sui campi, coordinato da personale specializzato, diventa uno strumento terapeutico e di reinserimento capace di generare quel fresco profumo di libertà che spazza via il puzzo del compromesso mafioso.
Terra Aut si propone così come un’alternativa reale al modello socio-economico prevalente, unendo la produzione di confetture, sottoli e olio di alta qualità a progetti di turismo sostenibile lungo le Vie Francigene del Sud e ad attività didattiche pensate per educare le nuove generazioni al consumo critico e alla biodiversità.
Attraverso il riuso sociale dei beni comuni, Altereco promuove un’antimafia organizzata e sinergica che mette al centro il rispetto dell’ambiente e la centralità della persona, dimostrando che un’economia inclusiva e giusta non è solo possibile, ma necessaria per la valorizzazione autentica della comunità.