Il progetto Biova Project nasce in Piemonte nel 2019 da un interrogativo tanto semplice quanto rivoluzionario: quale destino attende tutto quel cibo che sfugge ai radar del consumo? In un Paese dove ogni anno vengono sprecati circa 13.000 quintali di pane, Biova ha scelto di non considerare l’invenduto come un rifiuto da smaltire, ma come un “surplus” ricco di possibilità. Attraverso un modello di economia circolare applicata e senza fronzoli, il progetto recupera il pane in eccedenza dalle piccole produzioni locali e dai grandi gruppi industriali, trasformandolo in una birra artigianale di alta qualità che combatte attivamente lo spreco alimentare.
Il motto “Recuperiamo il pane, brindiamo al mondo” sintetizza una missione che poggia su numeri concreti e un impatto ambientale misurabile: da soli 150 kg di pane recuperato si producono ben 2.500 litri di birra, risparmiando all’ambiente l’immissione di 1.365 kg di CO2. Questo processo permette di sostituire fino al 30% del malto d’orzo con il pane recuperato, riducendo drasticamente l’utilizzo di materie prime vergini, il consumo di suolo, acqua ed energia. Inoltre, trasformando lo scarto in risorsa, Biova contribuisce a ridurre la spesa pubblica necessaria per la gestione dei rifiuti in discarica.
Caratterizzata da un gusto leggermente sapido dato proprio dal pane, la birra Biova è realizzata con soli cinque ingredienti naturali: acqua, malto, pane, luppolo e lievito. Disponibile in varie versioni, rappresenta la prova tangibile che la sostenibilità può e deve essere anche finanziariamente e logisticamente solida per funzionare davvero. Non si tratta di una scelta dettata dalla moda, ma di una visione di economia circolare che regge come una buona ricetta, dove ogni elemento è in equilibrio.
Biova non agisce come una semplice azienda, ma come una rete aperta e inclusiva. Collabora con una vasta pluralità di attori — dal piccolo fornaio sotto casa a colossi come Ikea, Coop, Trenitalia e prestigiose catene alberghiere — uniti dalla stessa volontà di agire localmente e velocemente contro la crisi climatica. Oltre alla birra, il progetto continua a esplorare nuove “invenzioni mangiabili” come snack e soft drink, ponendosi come una porta aperta per chiunque abbia un surplus alimentare o un’idea innovativa per cambiare il sistema produttivo in modo etico e sostenibile.

Gioosto promuove un modello di economia circolare che riduce gli sprechi e valorizza le risorse attraverso pratiche produttive responsabili. Tutti i prodotti presenti in questa categoria del nostro sito, vengono realizzati con materiali di recupero, riducendo il consumo di nuove risorse e dando nuova vita a ciò che sarebbe altrimenti scartato.